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Messa a terra: la denuncia si fa una volta, la verifica torna

Sulla messa a terra ci sono due documenti che portano quasi lo stesso nome e servono a cose diverse: la denuncia dell'impianto e la verifica periodica. Chi li confonde è convinto di essere a posto perché "la messa a terra è stata denunciata nel 2011" — e in mezzo, intanto, sono passate due o tre verifiche mai fatte.

La denuncia si fa una volta. La verifica torna

Quando l'impianto di messa a terra entra in esercizio, va denunciato: è l'adempimento previsto dal D.P.R. 462/01, che mette l'impianto nei registri e chiude la fase della sua nascita. Si fa una volta sola.

Da lì in avanti comincia l'altra storia: la verifica periodica, che serve a controllare che l'impianto continui a fare il suo mestiere mentre l'edificio invecchia, si fanno lavori, si aggiungono utenze. Non la fa l'elettricista di fiducia: la esegue l'ASL o l'ARPA, oppure un organismo abilitato, e si chiude con un verbale.

Ogni due anni o ogni cinque: dipende dall'edificio

È il punto che manda fuori strada più studi, e la regola è più semplice di quanto sembri.

Ogni cinque anni negli edifici ordinari. Ogni due anni dove c'è un maggior rischio in caso d'incendio — in pratica, nei condomini soggetti al Certificato di Prevenzione Incendi.

Chi applica i cinque anni a uno stabile che ne richiede due si trova con una verifica scaduta da tre, e quasi sempre lo scopre in occasione di un controllo o di un sinistro. Vale la pena averlo chiaro per ogni edificio in gestione, perché la periodicità non dipende dall'impianto: dipende dall'edificio che lo ospita.

Cosa non è una verifica di messa a terra

  • Non è la manutenzione dell'impianto elettrico: quella la fa l'installatore, ed è un'altra cosa;
  • non è la dichiarazione di conformità del D.M. 37/08, che riguarda il lavoro fatto e non il suo stato a distanza di anni;
  • non è "l'elettricista che ha dato un'occhiata": senza verbale di un soggetto abilitato, per la legge quella verifica non è avvenuta;
  • non è la verifica dell'impianto elettrico secondo la CEI 64-8, che è un controllo tecnico di natura diversa e spesso opportuno, ma non sostituisce questa.

Perché riguarda te più di quanto sembri

La messa a terra è l'impianto meno visibile del condominio: non si rompe in modo evidente, non lascia gente chiusa dentro, nessun condomino chiama per segnalarla. Si fa notare in un modo solo — quando qualcuno prende una scossa, e a quel punto la prima cosa che viene chiesta è il verbale dell'ultima verifica.

Davanti alla legge il responsabile della sicurezza delle parti comuni resta l'amministratore. Avere il verbale, con la sua data e la sua periodicità corretta, è la differenza fra aver fatto la propria parte e doverlo dimostrare senza carte.

Il lavoro vero è tenere insieme le date

Un impianto per stabile, quaranta stabili, due periodicità diverse a seconda del CPI: ne esce un calendario che nessuno tiene a mente, e che un promemoria non salva, perché l'agenda ti avvisa delle scadenze che le hai dato. Se di uno stabile il verbale non l'hai mai visto, quella scadenza non esiste da nessuna parte — e il giorno in cui serve, non esiste nemmeno la verifica.

Si parte quindi dagli impianti, non dal calendario: quali ci sono, a quale periodicità sono soggetti, quando è stata fatta l'ultima verifica, dove sta il verbale. È quello che ti resta dopo il check-up dello studio: la Mappa di tre tuoi stabili, con le righe rosse su quello che manca. Un'ora, gratis, e il documento è tuo che tu lavori con noi o no.

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